La Spirita*

Se si finiva sotto l’influsso malefico di una strega, la spirita cercava di scacciare il malocchio con una serie di riti.
Un rituale per liberarsi dal malocchio prevedeva anche una cerimonia sotto delle pietre ad arco situate a Santanello. Il bambino sotto l’influsso malefico veniva più volte fatto passare sotto l’arco e un officiante ripeteva a ogni passaggio la formula di rito:

“Entre mufficce e riesce sanicce” (Entra malato e riesce sano)

Poi, a ognuna delle aperture dell’arco, in una del pane o formaggio e dall’altra del carbone. Si lascia il bambino all’interno del tunnel e se sceglieva pane o formaggio sarebbe vissuto. Con il carbone sarebbe morto. Fra le due guerre la mortalità infantile oscillava fra il 12 e il 13% quindi vi era grosse possibilità che chi aveva scelto il carbone avvallasse questa credenza.

*Maga benevola

Lu Magnapane

Quando gli animali venivano portati all’alpeggio all’inizio della stagione, i pastori portavano pane secco e olio dentro la bisaccia. Alla prima sorgente imbevevano il pane nell’acqua cristallina e lo cospargevano di olio. Accompagnavano il tutto con un’erba succulenta dai piccoli fiori viola. Lo chiamavano “lu magnapane (Veronica anagallis acquatica) e l’azione andava oltre il mangiare. Un patto con la montagna grande ed austera, un sodalizio. Io ti affido tutto il mio avere. Il destino della mia famiglia ti appartiene. E’ legata al bosco e ai tuoi prati. Io mangio, come le mie bestie, l’erba dei prati e bevo l’acqua pura delle tue viscere. Con l’acqua ho salutato la vita, con il pane mi sostengo e aggiungo la più preziosa delle essenze: l’olio. Cospargerò tutti i giorni il mio cibo con l’olio. Con l’olio sarò unto congedandomi dalla vita.